Letto: Il garofano rosso, E. Vittorini

Diciamo che questo romanzo non mi ha proprio stregata, ma le ragioni che mi hanno portata a leggerlo restano assolutamente valide!

ilgarofanorossoIn primis, ho salvato Il garofano rosso da una pulizia di libri a casa della mia migliore amica;

Seconda, l’edizione vintage Mondadori ti invoglia ad aprirlo e averlo tra le mani, tanto più che la lunghezza sembra accettabile;

Terzo fattore, tendo a buttarmi sempre o sulla narrativa straniera o sulla narrativa straniera con protagoniste donne.

Ho pensato perciò che fosse una buona idea rientrare nei confini letterari della patria.

Lo rileggerei? No, ma…

No – Non è un testo che rileggerei o in cui cercherei ispirazione, più che altro perché si tratta di un romanzo di formazione, ambientato in epoca fascista, con protagonisti solo ragazzi.

Ma… Tuttavia offre spunti interessanti dal punto di vista storico, per lo più squarci di vita nel ventennio, per me inediti, e per questo sono rimasta comunque piuttosto soddisfatta.

6 commenti su “Letto: Il garofano rosso, E. Vittorini”

  1. elvio bombonato

    “Il partigiano Johnny” è un romanzo scritto in due stesure da Fenoglio, e incollato da Lorenzo Mondo, in modo arbitrario. E’ sovrabbondante perché Fenoglio, morto a 41 anni di tumore ai polmoni (fumava 60 sigarette al giorno) non fece in tempo a limarlo. “Una questione privata” invece è stato scritto tre volte, ma l’ultima è pressoché definitiva. Breve, 200 pag., l’azione dura 4 giorni, con largo uso del flash-back. Milton (Fenoglio stesso, la storia è in parte vera) è un partigiano modello, odia la guerra, idealista, serio. All’inizio del romanzo una notizia lo sconvolge. Ecco che la sua attività di partigiano viene sconvolta dalla sua questione privata, che consiste in una straziante gelosia retroattiva. La descrizione delle Langhe autunnali è perfetta. Affascinante il finale.

  2. elvio bombonato

    se non l’hai ancora fatto, leggi uno dei più bei romanzi brevi d’amore del ‘900. Una questione privata, di Beppe Fenoglio, Einuadi. Costa poco.Un capolavoro della letteratura italiana: lo dicono gli studiosi, non io.

  3. elvio bombonato

    Il romanzo è ovviamente datato, giovanile, scritto male, incappato all’epoca nella censura. Sopravvivono il conflitto tra padre e figlio, l’amicizia del protagonista con la sorella, la ragazzina alla quale dona il garofano a scuola. Il resto, a parte i riferimenti al delitto Matteotti, si butta, soprattutto il finale”scandaloso” alla Moravia, l’avvenuto sverginamento di lei, non da parte del protagonista, ma dell’amico. Mah.

    1. Bravo, un bel “Mah” a riassumere anche le mie impressioni. Forse non è stata la scelta più felice per provare a tornare alla letteratura italiana dopo tante letture straniere! Buona giornata Elvio – Maria.

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