Chiedi alla televisione dove fare colazione | TV has all your answers - Photo by George Coletrain on Unsplash
Il nostro bar preferito è andato in televisione e subito è diventato impossibile farci colazione il weekend. La TV ha davvero così tanto potere su di noi?

Il post di oggi è molto semplice e riguarda il fatto che le persone si lascino dettare dalla televisione cosa fare. Nel caso specifico, dove fare colazione.

Non credevo che la televisione potesse (ancora? realmente?) esercitare un tale potere.

Questo, fino a quando uno dei nostri (mio e del mio ragazzo, G.) bar preferiti è diventato impraticabile durante il weekend.

Ha aperto da poco meno di un anno ma abbiamo cominciato a frequentarlo nei suoi primi giorni di “vita”.

Cioè, quando erano costretti ad utilizzare un generatore di corrente perché la società elettrica non aveva ancora allacciato l’elettricità (ah, l’Italia!).

Insomma, abbiamo scoperto molto presto che era tutto buonissimo, sia il dolce che il salato. Perciò quel bar è subito diventato tappa obbligata del weekend per un caffè al volo o per brioche e cappuccino – quando non optavamo per la nostra goduriosa colazione a letto a base di caffè americano.

fast forward a gennaio 2019. quel bar era in gara in un programma di cucina.

Allertati da un sms della mamma di G. ci siamo messi a guardare, non senza una punta di orgoglio. Benché non conoscessimo gli altri concorrenti non avevamo dubbi che avrebbe vinto lui. Da mesi oramai eravamo indotti in estasi da colazioni, aperitivi, fantasiose focaccine. Oltre all’ambiente rilassato.

Fino a quel momento. Perché?

Perché dalla messa in onda di programma non è più stato possibile mettere piede nel bar il fine settimana.

Evidentemente c’è bisogno della televisione per imparare cosa è molto buono e cosa lo è meno.

Macchine in fila sulla provinciale – che mal si presta a parcheggi di fortuna – folla incredibile nel locale, la ressa nel piccolo parcheggio.

I greggi erano stati informati che la colazione, lì, è buona.

Mentre noi, a nostra volta, abbiamo appreso che la gente si è precipitata nel nostro adorabile paesino toscano da ovunque. E con ovunque intendo anche da Milano.

Sarà il caso di mettere in stand-by i vari apparecchi smart per accendere il cervello?

In estrema sintesi, vorrei incoraggiare me e i miei simili ad essere un po’ più aperti di mente e sperimentare fuori dall’orticello quotidiano. Sicuramente ci proveremo gusto a rischiare un pochettino (anche se, lo so, l’ignoto fa paura). Nonostante ciò basta cominciare da cose molto piccole per scoprirci a godere di piaceri molto grandi.

Usciamo per un attimo dalla folla. decidiamo per noi stessi dove vogliamo andare e con chi.


Siccome il tema mi è abbastanza caro consiglio un mio pensiero (in inglese) per seguire la nostra idea di felicità piuttosto che quella dei social media.