Affronta la frustrazione, fa tabula rasa
Vivendo in pieno la frustrazione di un te e un relax mancati sono arrivata a verità profonde su di me come il mio valore personale.

Grazie, Frustrazione! Come smantellare questioni di valore personale e altri modelli di comportamento.

Il Giorno delle Frustrazione: come sono andata fuori di testa per la mancanza di tè in una casa gelida

La scorsa settimana ho condiviso un post su Instagram. In breve, era il Giorno della Frustrazione.

Dopo una giornata di ufficio e dell’altro lavoro non vedevo l’ora di arrivare a casa velocemente per bermi una tazza di tè e rilassarmi. Il mio piano perfetto, però, è andato a farsi benedire molto presto dato che casa nostra – che non è propriamente nostra – non è ben isolata termicamente. Diciamo pure che ogni giorno trovo qualcosa come nove gradi di sopra e dodici di sotto. Non male, eh?

Il Giorno della Frustrazione non ha fatto eccezione. Mi sono affrettata per accendere subito stufa a pellet e camino con tanto di cappello e cappotto ancora addosso ma non è stato abbastanza. Infatti questa operazione mi ha portato via un’oretta piena, nel frattempo si è fatto incredibilmente tardi ed è anche morto il fuoco. No tè, no realax, soltanto… frustrazione.

All’improvviso mi è preso qualcosa, ho perso la testa. Ammetto che ci sono state urla mentre me ne stavo sola in mezzo alla sala. La rabbia non ha risparmiato niente e nessuno, dalla struttura della casa al clima freddo fino a vaghi ricordi di stanze ghiacciate.

dalla frustrazione SONO ARRIVATA A QUESTIONI DI SOLDI E VALORE PERSONALE.

Un pensiero tira l’altro e la mia Mente recupera un insieme di esperienze legate a condizioni finanziarie poco ottimali. Nel mezzo delle mie lamentele e recriminazioni ho iniziato a riflettere sui tipi di modelli negativi che ho “ereditato”e fatto miei inconsciamente.

La svolta.

Mi sono trovata faccia a faccia con temi quali il denaro, l’orgoglio, l’apertura verso il ricevere, infine il valore personale. Tutti quanti viaggiano a braccetto da sempre, provengono dalla mia famiglia e hanno influito su ogni piccola scelta. Di conseguenza costituiscono anche ciò che attraggo o addirittura ciò che penso di osare/non osare desiderare, ad esempio una casa calda.

Nel cuore dello sfogo sono stata colpita da ondate di dura realtà ma pur sempre LA REALTÀ DELLE COSE. Il che è perfetto perché ha fatto sì che io potessi realmente vedere per la prima volta una parte della verità su di me.

Assumersi la responsabilità della propria vita= chiamare ogni demone col suo nome.

Assumersi la responsabilità per la propria vita: questa espressione salta fuori quasi sempre là dove si parla di self-help. E anche se sembra un cliché per me non esiste raccomandazione più azzeccata.

Naturalmente può sembrare una scemenza a chi è nuovo all’argomento. Per chi, invece, lavora su di sé da sempre come faccio io allora diventa una cosa naturale. Bisogna essere coscienti che ci vogliono tempo e pazienza. Solo così si è preparati per svelare vari pezzettini di verità che andranno poi a comporre la verità più grande su chi siamo veramente. Per arrivarci ci vogliono anni se non decenni.

Ho scavato in profondità dentro di me per far sì che, ad un certo punto, potessi ringraziare la frustrazione, come in questo caso.

Grazie a lei mi apro un passaggio verso informazioni sconvolgenti e liberatorie su di me e chi mi sta intorno. Voglio affrontarle, chiamare ciascuna con il proprio nome anche se scomodo.

Cosa succede dopo?

Per come la vedo una volta che ho riconosciuto i modelli più negativi mi si aprono simultaneamente due strade. Una mi rende in grado di prendere subito nuove decisioni più sagge; in questo caso specifico cambiando il mio modo di desiderare, chiedere e ricevere. L’altra strada mi lega al resto dell’Universo grazie alla creazione e attivazione di un nuovo tipo di energia.

È lei che, come ho l’onore di notare da un pezzo, porta cambiamenti positivi.