Le vacanze in Croazia…

Ho trascorso diverse vacanze in Croazia (non quest anno, sigh!) eppure, quanto ne so di questo paese?

Ho deciso che è arrivata l’ora di scoprire qualcosa di più sui luoghi che mi fanno stare bene.

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… e le domande su questo paese.

I posti che visito, i servizi che si offrono, le lingue che si parlano, l’attenzione ai dettagli, i grandi supermercati e i panifici disseminati ovunque, le isole Brioni, la Dalmazia e l’Istria, la bella Zagabria… Sono tutti un risultato, una reazione, una conseguenza di chi & cosa?

Ad ogni giro in macchina per Pola, nei tratti di strada da Zagabria verso il mare, nei paesini dell’interno che superiamo, sulle autostrade nuove di zecca e nei vari Plodine e Konzum pieni di ogni ben di Dio mi chiedo: fino a che punto gli anni oscuri della guerra hanno determinato lo stato attuale, condizionato i suoi uomini e le sue donne?

Un libro dedicato alle donne dell’Europa Orientale.

Ho deciso di iniziare il mio percorso facendo un passo indietro, portandomi al momento di transizione tra l’immobilità comunista e la ferocia della guerra. La scoperta della Croazia è partita dunque con un libro scritto da una donna, Slavenka Drakulić, per le donne, le donne dell’Europa Orientale.

“Forse dovrei però ringraziare le donne dei paesi in cui mi sono recata, e che mi hanno offerto a braccia aperte il loro aiuto e il loro tempo, anche se non ci conoscevamo. Ma poiché sarebbe impossibile nominarle una a una, dedico questo libro a tutte le donne dell’Europa orientale che hanno reso possibili i cambiamenti avvenuti nel 1989“.

“Le vite delle donne, tutt’altro che spettacolari, banali anzi, dicono tanto sulla politica quanto la più approfondita analisi teorica”.

Molte di queste conversazioni si tengono in cucina, un luogo centrale per le popolazioni soggette al comunismo:

Mi sono seduta nelle loro cucine (perché era sempre la stanza più calda di appartamenti poco riscaldati) ad ascoltare storie di vita, a cucinare con loro, a bere il caffè quando ne avevano, a parlare dei loro figli e dei loro uomini […] inoltre, naturalmente, come donne condividevamo un punto di vista sull vita diverso da quello degli uomini. Il nostro era banale, uno <<sguardo dal basso>>. Ma il banale è politico.

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L’autrice e le sue intervistate si scambiano aneddoti, si regalano beni fino a quel momento introvabili, si confessano storie di creatività e sopravvivenza, si formano impressioni di un mondo che, finalmente, sembra cambiare per il meglio.

Consigliato? Decisamente sì!

La combinazione: scrittura femminile + Europa dell’Est si è rivelata vincente per la seconda volta dopo Tempo di seconda mano della Alexievich.

Il testo non si trova facilmente, ma ho avuto la fortuna di scovare un venditore su Amazon Italia, dato che le grandi catene di librerie, on e off line, lo danno per fuori catalogo.