L'eleganza del riccio, Muriel Barbery
L'eleganza del riccio è una perla di romanzo. Rappresenta un mix ben dosato di humor, tensione verso il bello e amore per il sapere.

L’eleganza del riccio è una perla di romanzo, assolutamente da leggere. Ho letto alcune recensioni – poche, per la verità – che lo danno per noioso. Beh, forse non è per tutti, nel senso che le riflessioni a stampo filosofico e politico servono e basta. Servono a rendere giustizia alla protagonista e a quello che accade man mano che si dispiega la vicenda.

Io, personalmente, l’ho trovato prezioso.

Credetemi, non sarebbe stato per niente facile “superare” La vita che non vedi della Echlin Si tratta infatti romanzo letto prima di L’eleganza del riccio e che ho riposto nella mia libreria con immensa riluttanza. Ma questa è un’altra storia.

Alcune citazioni tratte da L’eleganza del riccio…

“Gli uomini vivono in un mondo dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima competenza è il controllo del linguaggio.”

Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando.
È l’effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte”.

Hedgehog

Ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci”.

“Chiaramente a lei non sarebbe mai venuto in mente che qualcuno potesse avere bisogno di silenzio. Non credo si renda conto di come il silenzio serve a penetrare dentro di sé, di come sia necessario a chi non si interessa unicamente al mondo esterno, perché dentro Colombe c’è il caos e rumore come fuori, in strada”.

Sul desiderio…

“La bramosia umana! Non possiamo smettere di desiderare, e questo ci esalta e ci uccide al contempo. Il desiderio! Ci sostiene e ci crocifigge, portandoci ogni giorno sul campo di battaglia dove ieri abbiamo perso ma che, nel sole di un’altra giornata, ci sembra nuovamente un terreno di conquista; e anche se domani moriremo, il desiderio ci fa erigere imperi destinati a diventare polvere, come se la consapevolezza che presto cadranno non riguardasse la sete di edificarli ora; ci infonde l’energia di volere sempre quello che non possiamo possedere e ci getta all’alba sull’erba disseminata di cadaveri, affidandoci fino alla morte progetti che appena compiuti subito rinascono. Ma è così estenuante desiderare incessantemente…”