Un paio di citazioni da Nell'Intimità, di Hanif Kureishi | A couple of significant quotes from H. Kureishi's Intimacy.

“Eppure le tende di velluto, il formaggio morbido, un lavoro irresistibile e i bambini che sanno correre a briglia sciolta… No, non è abbastanza. E se non lo è, non lo è. non ci si può vivere. il mondo è fatto della nostra immaginazione; i nostri occhi lo animano, le nostre mani gli danno forma. Volere qualcosa lo fa crescere rigoglioso; il senso è quello che ci metti dentro, non quello che ne estrai. Puoi vedere solo ciò che sei propenso a vedere, e niente di più. Siamo noi che dobbiamo creare il nuovo”.

Yet velvet curtains, soft cheese, compelling work and boys who can run full-tilt – it isn’t enough. And if it isn’t, it isn’t. There’s no living with that. The world is made from our imagination; our eyes enliven it, as our hands give it shape. Wanting makes it thrive, meaning is what you put in, not what you extract. You only see what you are inclined to see, and no more. We have to make the new.

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“So che l’amore è un lavoro da fare nell’ombra; devi sporcarti le mani. Se ti trattieni, non succede nulla di interessante. Nello stesso tempo devi trovare la giusta distanza tra le persone. Troppo vicino, e ti soffocano; troppo lontano, e ti abbondano. Come fare a tenerle nel giusto rapporto?”

I know love is dark work; you have to get your hands dirty. If you hold back, nothing interesting happens. At the same time, you have to find the right distance between people. Too close, and they overwhelm you; too far and they abandon you. How to hold them in the right relation?