È arrivato il momento di far sentire la mia voce.
ITA+ENG – Dopo una vita passata a dire e chiedere solo una parte di quello che voglio veramente, ora mi sembra di aver recuperato la voce. | After a lifetime spent not saying it all, I am finally feeling I can and must speak up.

ITA – È arrivato il momento di far sentire la mia voce.

Se la comunicazione è un problema, far sentire la mia voce costituisce la vera nota dolente, che più dolente non si può. Un misto di dire le cose a mezza bocca, chiedere solo una parte di quello che voglio veramente e condire le richieste con mille gentilezze, “Per favore” e “Scusa”.

È stata la terapeuta olistica che ho incontrato quest anno a svelarmi questa verità, tanto potente quanto scontata. Io non mi sento ascoltata. Nella mia vita non mi sono sentita ascoltata.

[Vi risparmio il come, chi e perché alla radice di questa “condizione” :D]

È come se avessi recuperato la voce.

Il dato importante è questo, dopo tutto. Probabilmente la sessione ha lavorato lentamente, perché ho cominciato a realizzare solo a distanza di qualche settimana quello che stava succedendo.

In sostanza, mi sembra di aver acquisito finalmente la capacità di dire quello che penso e che voglio. Non solo, bensì anche la capacità di capire quando è il momento di girarmi dall’altra parte e venire via, come ho scritto in Anche l’Amore ha confini | Love must have boundaries. A cose normali, invece, cercherei di mettere una pezza su una situazione senza scampo, sentendo però le parole – quelle vere – bloccate nella gola per paura di farle venire fuori.

Ci metto la faccia e la voce.

Faccio riferimento, quindi, alla capacità di esprimere la mia opinione nella vita quotidiana, non per forza in momenti di crisi. Ecco alcuni esempi.

1 – Al ristorante, in un’ora di attesa riceviamo solo due delle sei portate ordinate. Chiedo e ri-chiedo spiegazioni senza vergognarmi. Nell’indifferenza e dopo una serie di spiegazioni da manuale, mi dispiace, ma il posto non merita né una contrattazione né il mio denaro.

2- La collega mi dice che non c’è bisogno che io spieghi la procedura standard al nuovo arrivato perché: “Tanto lui è grande e lo sa fare di certo”. E invece replico che lo farò comunque. So quello che mi insegna il lavoro ogni santo giorno e non ho timore di dirglielo.

3- La direzione intrapresa dal blog negli ultimi mesi. Poiché ho bisogno di scrivere di me nel tentativo di condividere situazioni personali e universali insieme, ho capito che devo adottare uno stile meno – molto meno – ermetico.

Devo metterci la voce e la faccia.

Voglio espormi un po’ di più.

ENG – Time to speak up

If communication is a problem, to speak up represents the real trouble area. It’s a mix of half-saying things, not saying them all, too many “Please” and “Sorry”.

The second holistic therapist I’ve met this year broke the news for me, so powerful and obvious at the same time: I don’t feel heard. In my life I have not felt listened to.

I’ll spare you the how, who and why to this ‘condition’ 😉

I feel as as if I had got my voice back.

This is the important fact, after all. The session must have worked slowly, because I started realizing what was going on only a few weeks later.

In a nutshell, it seems I have finally gotten the ability to say what I think and want. Also, the ability to understand when it’s time to turn around and leave, as posted in Anche l’Amore ha confini | Love must have boundaries. Normally, though, I would look for a fast way out of a clumsy situation and keep the words stuck in my throat for fear of letting them out.

Being me, 100%

I’m talking about being able to speak my mind in everyday life, not necessarily during a crisis. Here are some examples.

1 – At the restaurant, we wait over an hour and only get two out of six plates. I ask for an explanation over and over, I’m not ashamed. Following the staff’s indifference and cliché replies, I decide the place doesn’t deserve either a negotiation or my money. Sorry not sorry.

2 – A colleague says I don’t have to explain the new employee a standard procedure since he’s older and “Of course he knows how to do it”. But I tell her I’ll do it anyway. I know my job and I’m not afraid to let her know.

3 – Where this blog is heading. Since I need to write about myself in an attempt to share personal and universal situations, I’m aware my style has to be way less hermetical than it is normally.

I must speak up.

At last, I want to.